15 Giu 2017

Cinetempo – Fortunata, anti eroina tutta romana…

http://www.controluce.it/notizie/fortunata-anti-eroina-tutta-romana/

 

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29 Mar 2017

Di-aria, tempo di racconti &…gialli

6 racconti raminghi – 5 racconti ricchi di invenzioni e personaggi: alcuni ispirati alla storia recente, altri di pura fantasia e un giallo, Il primo giorno di Europa protagonista una suora, Gelinda, e il suo aiutante, un verduraio, romano, detective in pectore e poi il commissario Sordini, padre Mario….

Leggi un estratto da Il primo giorno di Europa e acquista su:  http://www.controluce.it/notizie/prodotto/6-racconti-raminghi/

«La telefonata di Grillo raggiunse Gelinda alle sette, un’ora prima dell’appuntamento serale prefissato al cancello dell’orto, in fondo al parco. Ma a Gelinda, dopo le preghiere, era salita l’ansia ed era già uscita ad aspettarlo tanto che per rispondere al telefono fisso le consorelle avevano dovuto richiamarla. Grillo le faceva sapere che sarebbe arrivato intorno alla mezzanotte, che era fuori Roma e che prima doveva fare una certa cosa. Gelinda gli catapultò addosso le notizie avute da padre Mario e allora Grillo ebbe la certezza che Kamal si era cacciato in un guaio grosso e dentro di sé concluse pure che non l’aveva raccontata tutta, ma non ne parlò a Gelinda e si salutarono.

Dopo la telefonata, Gelinda uscì di nuovo non prima di aver lasciato detto a suor Casimira di non volere cena, che si sentiva lo stomaco stretto.

Casimira, che la vide avviarsi accigliata, con due libri di fede involtati nel cuoio scuro le disse: «Gelì, prenditi qualche ora d’allegria, tu pensi troppo».

La voce di Sandrino l’aveva un poco sollevata, ma la giornata di attesa era stata molto più pesante di quanto avesse immaginato. Si fidava del giovane intuito di Grillo, ma averlo visto quasi crescere negli ultimi cinque anni, e sapere in quale storia lo aveva coinvolto, anche se ignara di tutto almeno al principio, le dava una stretta al cuore. La tensione continuava ad essere troppa. Decise che aveva bisogno di rilassarsi e di credere che sarebbe andato tutto bene. Aprì uno dei due astucci di cuoio e cominciò a montare e caricare la pipa. L’orto, seppure ormai quasi al buio, testimoniava la prossima fine dell’inverno. Le gemme dei numerosi alberi da frutto cominciavano a perdere la tenuta da freddo; i passeri schiamazzavano continuando a contendersi i rami più comodi di un grosso lauro in vista della notte. Le consorelle a quell’ora sedevano tutte nel tepore del refettorio per la cena. Gelinda si assestò la giacca di lana spessa e nera lavorata da lei stessa ai ferri e prese a fumare a grandi boccate.

Grillo, rientrato in città, spiò da un vicoletto i lavori di chiusura del negozio da parte del padre. La grossa stazza ben piantata sulle gambe dava ordini ai due garzoni giovani di sistemare le casse all’interno e di preparare le serrande per la chiusura: poi, ogni tanto, tra smarrito e imbufalito spiava a destra e a sinistra dell’ampia strada, batteva un piede tre volte, faceva un cenno con la testa come per dire ‘sì sì’ inseguendo un suo proposito e ricominciava a strillare. Grillo non si sbagliava di tanto se al padre, visto di profilo, intravedeva due spire di fumo che gli uscivano dalle orecchie e una dal naso, come i tori al recinto. Decise che avrebbe passato la notte sul furgone.

Arrivato quasi di corsa davanti al commissariato cercò del commissario. Sordini lo aspettava nel suo ufficio, dopo la telefonata dal porto, impazientemente scettico di ascoltare la storia. Grillo ci mise un po’ per inquadrargli la faccenda del furto nel convento, con la testimonianza avuta da Gelinda più le informazioni arrivate da padre Mario; la storia cominciata in Africa e che proseguiva a Roma, fino a chiedergli se esisteva l’identikit dei due che avevano commesso il falso furto.

Dei due, mercenari stranieri di vecchia conoscenza – lo informò Sordini – non c’era l’identikit, ma gli originali chiusi in guardina da qualche giorno assieme alla mazza da baseball utilizzata come scusa per trattenerli in attesa di accertamenti. Solo che non erano riusciti a scucirgli nient’altro che la frottola del furto su commissione. «Quelli saranno pure africani – confermò Sordini – ma a me, me pareno du’ registratori. So’ giorni che ripetono sempre la stessa solfa».

Eppure, quando Grillo aggiunse il particolare della sciarpa vista all’attaccapanni dell’ufficio portuale, particolare importante datosi che lui l’aveva maneggiata ed era sicuro che fosse la stessa di Kamal, e che era proprio una caratteristica del suo amico quella di perdersi le cose, qualcosa cambiò nel fare scettico e pensoso del commissario.»

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02 Mar 2017

Di-aria – L’aria che tira…scissioni, movimenti

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https://youtu.be/gnBPHWk5FQ8

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08 Feb 2017

Di-aria – Tipi…

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Vignetta di Altan

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08 Gen 2017

Di-aria – Florence di Stephen Frears

Nella sua più che quarantennale carriera il regista britannico Stephen Frears ha diretto grandi film come My Beautiful Laundrette, Le relazioni pericolose, The Queen, Chéri, alcuni tratti da opere letterarie di autori fra cui H. Kureishi, Colette, Choderlos de Laclose (continua) http://www.controluce.it/notizie/florence-cinema-sinterroga-talento-critica-lealta/

 

 




 

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28 Dic 2016

Di-aria: Il Villaggio di Gennaro di Maria Lanciotti

Su Roma Artigiana & Creativa, si rilancia l’uscita del testo teatrale di Maria Lanciotti Il Villaggio di Gennaro, Ed. Controluce 2016. Seguono contributi di Serena Grizi (Il Villaggio di Gennaro: appunti per un mondo sapientemente nostro - nel quale il linguaggio tra scritto e parlato rivela l’origine di intervento tenuto durante una delle presentazioni del volume -), di Aldo Onorati e la postfazione di Edoardo Baietti.

http://roma-artigiana.it/in-libreria-il-villaggio-di-gennaro-di-maria-lanciotti/

 

Liberamente ispirato a personaggi, luoghi e circostanze reali, Il Villaggio di Gennaro, testo teatrale fra dramma e commedia, fra denuncia e riflessione, racconta in un Atto unico, tre Scene ed Epilogo, la storia di un artigiano – mosaicista e smussatore – che ama il suo lavoro e non vuole vederlo morire assieme alla bellezza delle opere artigianali sostituite dalla produzione seriale effettuata con materiali scadenti. E non rinuncia a credere alla possibilità di portare avanti, in un mondo meccanizzato e globalizzato, un discorso di qualità legato alla tradizione gloriosa del nostro made in Italy. Poiché, questo il potente messaggio dell’opera, l’ingegnosità dell’Artigiano non sarà mai sostituita da alcuna macchina.

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25 Dic 2016

Di-aria, sarà meno inverno…

Ti Offro    (Jorge Luis Borges)

Ti offro strade difficili, tramonti disperati,
la luna di squallide periferie.
Ti offro le amarezze di un uomo
che ha guardato a lungo la triste luna.
Ti offro i miei antenati, i miei morti,
i fantasmi a cui i viventi hanno reso onore col marmo:
il padre di mio padre ucciso sulla frontiera di Buenos Aires,
due pallottole attraverso i suoi polmoni, barbuto e morto,
avvolto dai soldati nella pelle di una mucca;
il nonno di mia madre – appena ventiquattrenne –
a capo di un cambio di trecento uomini in Perù,
ora fantasmi su cavalli svaniti.
Ti offro qualsiasi intuizione sia
nei miei libri, qualsiasi virilità o vita umana.
Ti offro la lealtà di un uomo
che non è mai stato leale.
Ti offro quel nocciolo di me stesso
che ho conservato, in qualche modo –
il centro del cuore che non tratta con le parole,
nè coi sogni e non è toccato dal tempo,
dalla gioia, dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una
rosa gialla al tramonto,
anni prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni di te stessa,
teorie su di te, autentiche e sorprendenti notizie di te.
Ti posso dare la mia tristezza,
la mia oscurità, la fame del mio cuore;
cerco di corromperti con l’incertezza,
il pericolo, la sconfitta.

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25 Nov 2016

Di-aria

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Vignetta di Altan

 

 non ci si può/deve sentire orfani delle ideologie ma molti –ismi continuano a inquinare la possibilità di ragionamento e le cosiddette grandi democrazie da questo punto di vista non torneranno altro che…indietro?

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28 Set 2016

Autunno…cadono le f(v)oglie

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Vignetta di Altan

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08 Ago 2016

E-state, leggendo – Kattivi, kattivi…

Joker/Heath Ledger - immagine web

Kattivi, kattivi…

Il supereroe cinematografico ha subito un restyling come direbbero gli anglofili, pressoché totale, grazie a registi geniali come Sam Reimi con i suoi tre Spider-Man, protagonista il viso moderno e bambinesco di Tobey Maguire. È il romano Enzo/Jeeg di Mainetti che rifà ciò che tentava di fare lo Spider-Man di Reimi: usare i nuovi superpoteri a proprio vantaggio, ignorando l’avvertimento che “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, storia con la quale deve fare presto i conti ogni supereroe che si rispetti, soprattutto in società sempre più complesse, in grado di moltiplicare all’infinito i sensi di colpa, figuriamoci nei detentori di poteri speciali (speciale anche il superpotere di questi registi di riuscire a divertire un pubblico sempre più tempestato di input e difficile da sorprendere). Continua la lettura »

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